Santo Stefano

 

Il Quartiere Santo Stefano è nato dall’unione dei tre precedenti quartieri Colli, Galvani e Murri; come altri (San Vitale, Saragozza) comprende una sezione raccolta nel centro storico e un’estensione fuori porta, che coinvolge i dintorni dell’arteria via Murri e l’intero complesso dei Giardini Margherita.

 

Piazza Santo Stefano

Fino al 2006, con l’avanzare del clima mite la piazza diventava sino a tarda notte uno dei ritrovi abituali per universitari bolognesi, studenti Erasmus, gruppi di giovani immigrati (in particolare del Maghreb e del golfo di Guinea) per chiacchierate, bevute e momenti musicali estemporanei, di solito con chitarre e percussioni (su tutti il tamburo djembé assai diffuso nelle pratiche amatoriali, oppure il tamburello a cornice quando era esplosa l’attenzione per la pizzica salentina), ma non mancava qualcuno con fisarmonica o clarinetto. Oggi è ancora frequentata da gruppetti di persone, ma si riscontra assai meno vitalità musicale (probabilmente al seguito della politica più rigida nei confronti del suonare per strada). La piazza è stata e resta uno dei punti per i concerti-eventi della Bologna Estate, di solito con nomi di grosso richiamo (è il caso di Tullio De Piscopo per l’inaugurazione della Strada del Jazz → LINK video); il pubblico è eterogeneo per età e condizione sociale, ma la disposizione dei posti rimarca bene la differenza fra un pubblico di età media o avanzata che preferisce i posti prenotati, nelle prime file, e un pubblico più vario che si raccoglie intorno, fino a volte a riempire tutto l’acciottolato.

Nel chiostro medievale – interno al complesso chiesastico di S. Stefano – dal 1989 si svolge il Festival Internazionale di Santo Stefano, organizzato dall’associazione Inedita per la Cultura; la programmazione è dedicata al concertismo classico e jazz, il ricavato dei concerti è destinato ai lavori di mantenimento e restauro del complesso monumentale.

 

Centri sociali/culturali autogestiti

Bartleby, via San Petronio vecchio 30/a

Bartleby non è solo il nome di un centro sociale, ma di un progetto politico-culturale iniziato nella primavera 2009 da un gruppo di studenti dell’Università di Bologna. Dapprima sito in via Capo di Lucca 30, attualmente in via San Petronio Vecchio, il Bartleby s’è caratterizzato in questi anni come luogo di attraversamento e incontro aperto agli studenti e alla cittadinanza, gli interventi di numerose personalità legate alla musica, all’arte e alla cultura, ma soprattutto per una costante e sempre più perfezionata offerta musicale: accanto a dibattiti, reading, presentazioni di libri e/o documentari, le perfomance musicali (e qualche volta teatrali, spesso a cura del Teatro della Beffa) costituiscono uno dei maggiori richiami per un pubblico prevalentemente giovane – ma non solo – sia il mercoledì (con la formula presentazione libro o documentario/aperitivo-cena/concerto) sia il venerdì (momento più specifico per i soli concerti) e le esibizioni domenicali dell’Ensemble Concordanze. La logica che sostiene l’organizzazione culturale è di condivisione di saperi e spazi, per una fruizione attiva e partecipativa della cultura (non di rado all’interno dello spazio si allacciano legami per creare nuovi progetti musicali o artistici). Un aspetto rimarcato dagli stessi ragazzi è quello di muoversi fuori le regole del mercato, cioè puntare sulla qualità dell’offerta evitando i meccanismi tipici nella gestione commerciale di un locale (tutte le attività sono rigorosamente gratis). Negli anni hanno trovato ospitalità a Bartleby gruppi musicali emergenti, musicisti affermati nel circuito underground e in generale non passabili per i canali istituzionali; si nota una preferenza per il free jazz, le musiche sperimentali, le commistioni contemporanee di punk ed elettronica, in alcuni casi pure musiche definite etniche.

Riprese: concerto dei Guanabara Funk; due concerti dell’Ensemble Concordanze.

Atlantide Occupato, piazza di Porta Santo Stefano 6

Nell’angusto cassero della porta, da oltre un decennio è presente Atlantide, che ospita al suo interno alcuni collettivi (Antagonismogay/Laboratorio Smaschieramenti, Clitoristrix, Nulla Osta); le serate musicali prevedono in particolare musicisti punk, hardcore, elettronica dando spazio a produzioni del settore cosiddetto indipendente. Tuttavia quella dei concerti e delle feste serali è solo una delle attività di Atlantide, che si caratterizza per essere un luogo di elaborazione politica dal basso, punto nevralgico per riflessioni e azioni sui temi delle pratiche del sé, della diversità, del genere, della sessualità, delle prospettive queer. Oltre a coinvolgere soggettività degli universi trans, lesbico e gay, le attività musicali richiamano appassionati che amano e si riconoscono in certi tipi di culture underground (in senso generale, ché la definizione “underground” è complessa – elementi di culture una volta definibili underground sono penetrate nei costumi più generalizzati o sono state assorbite dalla moda).

 

Locali

Circolo Panenka, via Santa 11/f

Sul profilo Facebook viene presentato come “spazio espositivo per tutte le arti e per i saperi” e come “luogo d’incontro e di scambio di germogli di idee”. Si accede al circolo scendendo le scale che danno sull’esterno, lo scantinato è composto di una sezione bar e una saletta eventi con volta a botte, piuttosto angusta. Sono organizzati spettacoli, mostre, concerti, assemblee, dj set, presentazioni, feste.

Circolo ARCI La Vereda, via de’ Poeti 2

Situato in una traversa di via Castiglione, rientra nel circuito ARCI, con due ambienti uno adibito a bar l’altro con tavolini e una piccola pedana per esibizioni live (jazz, perfomance teatrali, altro).

Cantina Doc Bertocchi’s  Band, via Brocchindosso …,

Non si tratta di un locale, bensì d’una cantina privata dove alcuni musicisti di mezza età o più anziani – guidati dal saxofonista Piero Bertocchi – si riuniscono ogni venerdì sera per prove aperte, sfoderando un repertorio di hit del rock anni ’70 (Led Zeppelin, Pink Floyd, The Doors) e ’80 (U2, e qualche sconfinamento nei ’90). Popolata nei mesi freddi da numerosi giovani, anche molti studenti Erasmus, il clima della cantina è decisamente informale, casalingo, con divani e poltroncine per sedersi, ascoltare, chiacchierare, ognuno può portare bevande a suo piacimento.

Sono stati reperiti due articoli che parlano della cantina e del suo essere un luogo vitale sopravvissuto alla “normalizzazione” di Bologna:

–      http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/290000/289352.xml?key=Luca+Baldazzi&first=41&orderby=1&f=fir

–      http://www.lastefani.it/settimanale/archivio07/article.php?directory=070111&block=2&id=1

e due video realizzati da ARCI Bologna, nella primavera 2011, con intervista ai membri della Doc Bertocchi’s:

–      http://www.youtube.com/watch?v=9uxNMZVJJg8

–      http://www.youtube.com/watch?v=Uqi23Pl0d3M

L’attenzione alla “normalizzazione” di Bologna, cioè la perdita della ricca vita musicale e notturna vissuta come una peculiarità (a volte velata di nostalgia sentimentale), è emersa in numerose conversazioni informali con musicisti e appassionati bolognesi d’origine e d’adozione.

Bar Maurizio, via Guerrazzi 22

Locale con la dicitura “jazz food”, dallo spazio esiguo, ma con l’attivo molte esibizioni di formazioni da uno a quattro, stretti nella balaustra rialzata sul fondo. Oltre a essere affollatissimo per aperitivi, è anche un luogo di socializzazione e confronto informale per lavoratori nel cinema e in generale le arti visive.

Take Five, via Cartoleria 15

Più giovane rispetto agli storici Cantina Bentivoglio e Chez Baker (ex Chet Baker, oggi Chet’s Club) si è imposto come altro luogo abituale per la musica jazz (la targa in esterno e all’interno, sopra il palco, recita “Genuine Music Club”) ed è infatti coinvolto dalla programmazione del Bologna Jazz Festival. Vanta due occasioni per jam session, il venerdì sera col trio resident Paesani/Dal Pozzo/Mazzucco e il sabato sera col duo di jazz manouche (o gipsy jazz, lo stile creato dal chitarrista Django Reinhardt).

Riprese: esibizione del trio resident, in apertura alla jam session; concerto del Tolga Trio con Achille Succi nell’ambito del Bologna Jazz Festival; concerto dei Licenza Acustica, giovane duo bolognese di canzoni d’autore pop-rock.

Chattanooga, via Toscana 5

Disco-dinner club votato all’intrattenimento, con numerose “Latin night” a base di musica dance latinoamericana. In passato s’è esibita qualche big band bolognese come la Roveri (LINK sezione Jazz), rievocando in maniera artificiosa le atmosfere dei club statunitensi anni ’30.

 

Altri spazi

Al numero 45 di Strada  Maggiore c’è la facoltà di Scienze politiche, con il chiostro interno; non è concepito per concerti, tuttavia nel corso dell’anno (come accade anche nella facoltà di Lettere e Filosofia, in via Zamboni 38) occasionalmente si svolgono serate musicali e performative organizzate spesso dagli studenti animatori dell’AULA C – in occupazione perpetua – oppure da altri collettivi. Spesso si tratta di eventi per autofinanziamento o serate conclusive a giornate di supporto civile a problematiche socio-politiche (es. manifestazione in solidarietà al movimento NoTav); si segnala più per il momento di socializzazione che per la rilevanza musicale dei concerti.

Il Teatro Duse, in via Cartoleria 42, è principalmente luogo tradizionale per la prosa, tuttavia qualche volta il teatro è messo a disposizione per concerti di vario tipo (ad es. per l’Angelica Festival) e nel suo cartellone inserisce alcuni concerti (cantanti pop o jazzisti di fama internazionale). Tra gli anni ’50 e ’60 si esibirono alcuni celebri jazzisti come Duke Ellington, Ella Fitzgerald, Gerry Mulligan.

Nell’Aula Absidale di Santa Lucia (in via de’ Chiari 25/a) si svolgono i concerti di musica colta  organizzati dal centro La Soffitta, emanazione del Dipartimento di Musica e Spettacolo.

Nell’ex convento di S. Cristina (piazzetta Giorgio Morandi) risiedono il Dipartimento di Arti Visive e la Biblioteca delle Donne, il suo chiostro in maniera assai sporadica è stato utilizzato per concerti.

Il complesso del Baraccano, poco prima di Porta S. Stefano, mette a disposizione uno spazio al chiuso (Centro sociale del Baraccano) e un cortile esterno, dove in estate vengono svolti concerti o balli. Da circa due anni il Piccolo Teatro del Baraccano è diventato sede fissa del festival di teatro musicale “Atti Sonori” organizzato dall’associazione Persephone, che realizza e promuove iniziative teatrali strettamente collegate alla musica (da pièces scenico-musicali a operine liriche).

La Liuteria “Leuterius” in via Rialto 19/c-d è da segnalare perché oltre a svolgere consueti lavori di liuteria classica, si concentra anche su strumenti antichi e di culture musicali altre.

 

Giardini Margherita

E’ chiaramente un luogo aperto a molteplici iniziative – individuali o collettive – dallo sport, ai balli di gruppo, dalla giocoleria alla musica estemporanea, dalle passeggiate a raduni tematici. Lo chalet, situato in posizione centrale, sopra il laghetto, è trasformato d’estate in discoteca, specialmente il sabato sera. Nei pomeriggi a partire da maggio, negli spiazzi di verde è abituale incappare in gruppetti di amici che suonicchiano chitarre e/o percussioni. A volte, gruppi professionisti o semi-professionisti (come i musicisti della Par Tòt) si ritrovano appositamente per provare e improvvisare ritmiche, con tamburi e idiofoni informali (bottiglie di birra, ecc.). In occasione del Volvo Music Festival (LINK sezione Jazz), i Giardini diventano scenario per le big band giovanili, che si esibivano in maniera itinerante.

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