Par Tòt Parata

Par Tòt parata

La Par Tòt è un evento culturale svoltosi sabato 18 giugno 2011 per le strade del centro di Bologna. Si tratta di un grande corteo multiculturale e intergenerazionale che riunisce musica, ballo, teatro di strada, canto, costumi, maschere, pupazzi, carrelli, clown, giocolieri e tanto altro ancora.  Il nome ricalca lo spirito della parata: par tòt, infatti, in dialetto bolognese significa “per tutti” ed è a tutti che si rivolge il progetto. La parata ha visto esprimersi un grande numero di artisti, di cittadini e di associazioni, in particolare l’associazione culturale Oltre e il network Par Tòt parata che, insieme, sono riusciti a creare una stretta collaborazione tra sostenitori di progetti culturali, del volontariato, dell’arte e della cultura. Un significativo sostegno è stato dato dalla regione Emilia-Romagna e dalle collaborazioni di Antoniano onlus e Comunicamente.

L’evento trae spunto dalla Biennale Zinneke Parade di Bruxelles a Lione e, in buona parte, anche dal Carnevale di Rio, ma il significato della parata va oltre quello della semplice manifestazione o del carnevale. L’obiettivo, infatti, è quello di creare un’identità tra l’artista e il fruitore affinché l’uno si trasformi nell’altro in un processo continuo e reciproco, creando così una nuova spazialità della vita sociale e un nuovo modo di partecipare alla cultura.

La parata ha coinvolto attivamente circa 2000 persone tra studenti, giovani, bambini, anziani, famiglie e, tra questi, 150 artigiani e artisti. Il corteo ha rappresentato la punta dell’iceberg di un lavoro che ha coinvolto 50 associazioni e gruppi spontanei che, per tre mesi, hanno allestito circa 62 laboratori gratuiti e decine di feste di autofinanziamento. Rispetto all’evento svoltosi due anni fa, l’allestimento di laboratori gestiti per lo più da artisti e creativi auto-proposti ha permesso di aggiungere al tradizionale repertorio nuove discipline artistiche quali il tip tap, la danza del ventre, le percussioni darbuka, la danza butho, la danza acrobatica e i verticalismi, il parkour, l’hip hop e la break dance. Accanto adesse,  ritroviamo il repertorio che aveva caratterizzato l’evento precedente: la samba, l’afro, la pizzica, la taranta, le percussioni, la musica bandistica e d’insieme, le clownerie, le arti circensi e di strada. Le strade di Bologna sono state coinvolte in un’esplosione di suoni e colori. I carri erano rigorosamente ecologici, sono stati infatti banditi i motori e alcun tipo di riproduttore acustico alimentato a corrente. Per questo motivo, la musica era esclusivamente dal vivo!

La Par Tòt ha preso il via il 18 giugno alle 15.30 dal giardino del Guasto con la parata dei bambini. Dalle 16.30 gli artisti e i partecipanti si sono riuniti in Piazza Maggiore per poi incamminarsi verso via Ugo Bassi, via Marconi, Piazza dei Martiri e via dei Mille. Infine, il corteo si è riunito al Parco della Montagnola dove sono stati allestiti vari spettacoli con cibo e bevande fino alla fine della parata a tarda notte. Il 17 giungo alle 21 è stata preparata un’anteprima dell’evento sotto i portici da Piazza Maggiore a Piazza XX Settembre. L’anteprima ha visto la messa in scena di piccoli pezzi teatrali e assaggi di ciò che avrebbe costituito la sfilata. Per problemi di gestione è invece saltato lo spettacolo di veglia fissato per le 21.45 sulla Scalinata del Pincio. Il comune aveva infatti garantito l’uso della Piazza XX Settembre sia all’associazione Oltre che alla Fiom, quest’ultima incaricata di  rappresentare in piazza sul maxischermo lo spettacolo di Michele Santoro Tutti in piedi in diretta dal parco di Villa Angeletti. Il problema si è risolto con un breve intervento performativo da parte dell’associazione Oltre prima dell’inizio della video visione. Lo sconcerto per l’incidente è stato grande e tante sono state le proteste degli artisti e dei cittadini che hanno rivendicato l’importanza dell’evento culturale il quale, con la parata del 2009, aveva portato sulle strade di Bologna circa 30mila persone.

Le novità della parata del 2011 sono essenzialmente due: da una parte il carattere biennale che è stato dato all’evento e che ne ribadisce l’importanza culturale e sociale, dall’altra l’assegnazione di un “tema”. La Par Tòt ha riunito l’eterogeneità delle manifestazioni artistiche sotto il tema “un altro lusso è possibile”. In questo caso non si è pensato al lussocome valore materiale, ma come la possibilità di sfruttare al meglio ciò di cui si dispone: il tempo, lo spazio, noi stessi. Per cui si è proposto il lusso come la possibilità di prendersi di una strada per ballare, il lusso nell’estrema libertà di suonare qualsiasi cosa,  il lusso nel riappropriarsi di noi stessi e dello spazio che ci circonda. Ma il lusso è anche contribuire a una città creativa, l’acculturarsi con l’allestimento di svariati laboratori, il conoscersi senza censure e in maniera spudoratamente pubblica. Il lusso come esagerazione nel proporsi e nel “paratare” con orgoglio perché, come dichiara Francesco Volta, coordinatore della parata,  “lusso non e’ solo ricchezza e potere, ma anche prendersi il tempo di fare una cosa e concedersi il piacere di farla: ci sono voluti due anni per rifare la parata e ora possiamo dire: che lusso averla!”. Il messaggio è chiaro: “la vera ricchezza siamo noi!”

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